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Recensione: HAPPYTHANKYOUMOREPLEASE di Josh Radnor (USA, idem, 2010).

marzo 4, 2012

Furbetta commedi(ett)a indie.

New York. Sam Wexler è un aspirante scrittore in cerca del successo. Durante una giornata a dir poco storta, la sua vita cambia radicalmente quando incontra Rasheen, un bambino abbandonato nella metropolitana. Sam inizialmente prova a riportarlo dalla sua famiglia, ma poi prende la discutibile decisione di ospitare il bambino con sé nel suo appartamento. Tra i due nasce così un complicato ma sincero legame. La vita di Sam ruota attorno ai suoi amici. Annie, la sua migliore amica, affetta da alopecia, è in cerca di una ragione per vivere, ma si lascia condizionare dalla sua immagine e non si decide ad impegnarsi in nulla. Sua cugina Mary Catherine e il suo ragazzo Charlie sono una giovane coppia, il cui rapporto viene però messo in discussione dal probabile trasferimento di lui a Los Angeles. Mississippi è invece un’aspirante cantante che si mantiene nella grande mela facendo lacameriera, e di cui Sam si innamora.

Vincitore del premio del pubblico al Sundance Film Festival, una commedia indie con tutti i limiti che – come abbiamo più volte sottolineato qui su CinemaOut – sovente hanno questo tipo di film. Tre storie sentimentali di tre amici si intersecano nella NewYork odierna, culla di solitudini e frustrazioni. Il tema principale sarebbe quello dell’incapacità di lasciarsi amare, ma l’attore-regista-sceneggiatore ci vuol far cadere nella trappola seducente della carineria, aggirando abilmente qualsiasi nodo problematico. Tutto è, insomma, addolcito e risaputo: c’è un bambino amabile e buono come non mai; c’è il protagonista Sam, scrittore vittima di non si capisce bene quale (esiguo) problema esistenziale; c’è una giovane cameriera-cantante fragile e desiderosa di maturità – che ricorda a Sam che la vita non è fatta di racconti brevi ma è un romanzo lungo (sic!); c’è lo sfigato brutto avvocato che si rivela sensibile e profondo (peccato che all’inizio sembrasse un pirla) e così via. Non che il film non si lasci guardare, potrebbe certamente fare breccia su qualche spettatore. Ma profondità e spessore non ci sono, e Happythankyoumoreplease si atteggia solamente ad esserlo. Nel cast resta impressa la prova di Kate Mara, che si esibisce in una bella performance musicale. Confezione e regia tipicamente da indie americano. Uscito in vari paesi europei, in Italia non è mai stato distribuito.

Il consiglio: se non avete altro da fare.

Scheda del film su IMDB e compra il film su Amazon.

Trailer: 

2 commenti

  1. Se un film non annoia dite che è furbetto… certo meglio le rotture di balle asiatiche… Tutti uguali voi critici!


  2. Grazie del commento. Ma dov’è che abbiamo scritto su questo blog che sono meglio le rotture delle balle asiatiche?



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