Recensione: MINOTAURO di Jonathan English (Gb., Minotaur, 2006).
“Curse the god. Slay the beast.”
In un’epoca in cui gli uomini temevano l’ira degli Dei, su una piccola isoletta sperduta nel mare Egeo, gli abitanti di un villaggio di pastori vivono nel terrore: ogni cinque mesi otto giovani vengono portati via e condotti al palazzo del Re, dove vengono sacrificati al Minotauro, una bestia di origini divine tenuta in un labirinto sottostante al palazzo reale. Il momento del sacrificio è nuovamente giunto e il giovane Theo, figlio del capo villaggio e dunque immune al sacrificio, si intrufola nel gruppo delle future vittime con la speranza di ritrovare viva la donna da lui amata, gettata nel labirinto mesi prima.
Per quale motivo la figura mitologica del Minotauro (il figlio metà uomo e metà animale di Pasifae), nel film di English sia una specie di mostrazzo degli abissi che di umano non ha nulla non è ben chiaro. O meglio, c’è un vago accenno a metà film, ma si resta nel dubbio del perché scomodare una così fortemente simbolica figura ellenica per quello che, di fatto, è un action ambientato in dei cunicoli sotterranei. Continua a leggere


Uscito due anni prima del film di David Fincher (il grande film, sarebbe da dire), in Italia lo Zodiac di Bulkley è stato distribuito in DVD in concomitanza con l’uscita per l’home video di quello di Fincher. I furbi distributori italiani hanno pensato così di racimolare qualche soldino e il film di Alexander Bulkley


carismatico, che ha lavorato tantissimo, ma non è mai diventato una star particolarmente brillante in termini di fama. Forse perché nella sua carriera è caduto in scelte errate, e una di queste è House Hunting, il primo lungometraggio di un regista di Charlottesville, ispirato al testo teatrale “A porte chiuse” del premio Nobel Jean-Paul Satre. Cosa succede in House Hunting?

A scuola, quando si copiava, lo si mascherava cambiando qualche parola qua e là. Il maestro distratto magari non se ne accorgeva, ma il copiato sì. Ed ecco che la nostra recensione del 22 aprile di 















giu 16
Recensione: NANCY DREW di Andrew Fleming (USA, idem, 2007).
“I like old fashioned things!“
L’adolescente Nancy Drew ha una passione innata per la soluzione degli intrighi più misteriosi. Trasferitasi a Los Angeles con la famiglia dalla cittadina di River Heights, Nancy vorrebbe farsi delle nuove amicizie tra i compagni della Hollywood High School, ma l’accoglienza si rivela un po’ fredda. Tuttavia, Nancy non si perde d’animo e si butta a capofitto nella cosa che ama di più al mondo: le investigazioni. Ad attirare la sua attenzione questa volta è il caso della morte misteriosa dell’attrice Dehlia Draycott, ex proprietaria della casa della famiglia Drew.