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Recensione: LIES & ILLUSION (Intrighi e bugie) di Tibor Takàcs (USA, Lies & Illusion, 2009).

Godibile film del veterano Takàcs.

Wes Wilson è uno scrittore diventato famoso grazie a un bestseller, nel quale spiega come l’onestà sia l’unica arma per salvare le relazioni sentimentali. Quando la fidanzata viene rapita e data per morta, la sua vita prende improvvisamente una piega inaspettata: inseguito da un agente segreto, l’uomo si trova tutto a un tratto intrappolato in un losco gioco di intrighi spionistici e diamanti rubati. Scoprirà che la sua ragazza non è proprio la persona che credeva di conoscere…

lies-illusions-404959lUn simpatico Bmovie, che attinge il thriller dentro una vernice comica che lo rende vitale. Scritto dall’esordiente Eric James, Takàcs arruola un ironico Christian Slater nel ruolo di un disorientato antieroe che si trova coinvolto in una serie di peripezie più grandi di lui: donne misteriose, sicari paranoici, mandanti aristocratici, inseguimenti, sparatorie, agenti poser e pennellate buffe e (qualcuna) in punta di penna. Continua a leggere

Recensione: FOR THE LOVE OF MONEY di Ellie Kanner-Zuckerman (USA, idem, 2012).

Un crime movie biografico di cui non si sentiva la necessità.

Izek cresce a Tel Aviv nei primi anni Settanta tra i clienti assai poco raccomandabili del casinò illegale che opera dietro al bar della sua famiglia. Costretti dalle circostanze, i genitori di Izek emigrano a Los Angeles e ricominciano da capo la loro esistenza. Ormai adulto, innamorato della bella Aline e allettato dalla possibilità di far soldi facili, Izek si ritrova a dover fare i conti con le minacce di un violento gangster, di un cugino criminale e di un narcotrafficante colombiano. Quando il mondo che lofor_love_money circonda minaccia seriamente i suoi affetti più cari, Izek decide che è arrivato il momento di affrontare a viso aperto i suoi nemici.

Nei credits c’è scritto “tratto da una storia vera”, che poi altro non è che quella del produttore, il costruttore americano Izek Shomof che così si è tolto il capriccio di farsi un film sulla sua vita travagliata. Il titolo si rifà all’omonima canzone del 1973 più volte coverata, e la regista ha l’ambizione di realizzare il proprio C’era una volta in America trattino Sleepers personale. Continua a leggere

Recensione: LOVE TRAINING (Lezioni d’amore) di Mark Griffith (USA, How to fall in love, 2012).

Otto lezioni d’amore.

Harold è un timido commercialista e un vero disastro quando si tratta di uscire con una donna. Assume quindi Annie, ex compagna del liceo per cui aveva una cotta, affinché gli insegni come conquistare le ragazze. Tutto va a gonfie vele, Harold sta già conquistando una ragazza, finché tra allievo e maestra non scoppia la scintilla…

Love training lezioni d'amoreUn romance televisivo con una certa eleganza, ma che nonostante qualche idea potenziale (come quella di suddividere il film in otto spezzoni, tanti quante le lezioni) non si solleva molto dalla media di questa tipologia di prodotti. Diretto da uno specialista della TV, Love Training si inchina di fronte a tutti gli stereotipi del (sotto)genere. Il quadro prevede Continua a leggere

Recensione: UN AMORE DI CANDIDATO di John Gray (USA, The makeover, 2013).

Una dolce Julia Stiles in un romance televisivo.

Hannah sì è presentata per il Congresso degli Stati Uniti ma, essendo una donna sofisticata e colta quanto fredda con la gente, non è stata eletta. Allora cerca di tramutare il socievole Elliot, che vende birra a Boston, in un candidato presentabile e in grado di sostenere sfide sociali più elevate di quelle alle quali – per estrazione sociale – è abituato. Nel farlo tuttavia si troverà a imparare a sua volta da Elliot… sarà amore?

The_Makeover_HHOF_PosterLiberamente ispirato alla commedia teatrale Pigmalione di George Bernard Shaw, un TVMovie vezzoso e, per quanto tradizionale, orchestrato con fruttifera professionalità da John Gray (che viene dall’action). Certo, l’opera di Shaw rimane un puro spunto e basta: qui Julia Stiles non è un’insegnante di fonetica ma una saputella spin doctor che si convince che Continua a leggere

Recensione: THE RIVER KING di Nick Willing (Irlanda, Gb., Can., idem, 2005)

The kid drowned in the river. Suicide. End of story.

New England. Un giorno, due ragazzi si imbattono nel corpo di Gus Pierce, uno studente, il cui cadavere è congelato nelle acque gelide del River King. In prossimità del fiume è situata una scuola decisamente esclusiva e di stampo conservatore, il cui preside si affanna perché la morte del giovane venga etichettata come suicidio. Abel Gray, detective incaricato del caso, cova parecchi sospetti a riguardo. La professoressa Betsy, moglie di un collega, lo aiuterà a districarli.

river_king_xlgVolenteroso ma forse troppo fedele adattamento del libro omonimo di Alice Hoffman. Diciamo “troppo fedele” in quanto gli autori vogliono rispettare tutte le tappe del libro, ma senza avere il tempo di assestarle bene nella narrazione come la scrittrice ha avuto modo di fare. Quando la Hoffman innesta tracce di realismo magico nel suo mistero, ha già dedicato pagine e pagine a creare un ambiente dove ci si potrebbe aspettare che qualcosa di soprannaturale accada. Continua a leggere

Recensione: PAWN di David A. Armstrong (USA, idem, 2013).

Every move is a game changer.

Una rapina di piccolo conto si trasforma presto nel rapimento di alcuni ostaggi quando tre uomini armati irrompono durante una cena in un ristorante. Il poliziotto Will accorre sul posto ma ciò che è accaduto prima della rapina e ciò che accadrà dopo gli riserveranno parecchie sorprese. In un continuo susseguirsi di eventi e giochi sporchi, niente è come sembra: i sequestrati sono meno innocenti del previsto e i sequestratori hanno agito perché provocati da chi non ci si aspetterebbe mai.

Pawn-2013Il direttore della fotografia della serie Saw esordisce alla regia nel lungometraggio con un crime che è come un puzzle: abbiamo sul tavolo una serie dei tasselli, ognuno dei quali al posto giusto compone un quadro che non ti aspetteresti di vedere. In tal senso, come realizzatore di una partita a scacchi ad orologeria, lo sceneggiatore Jay Anthony White fa il suo dovere assecondato nel ritmo e nell’adrenalina dal regista, Continua a leggere

No Review: PET SEMATARY (La cineHit della settimana).

Pet sematary di The Ramones (Dee Dee Ramone, Daniel Rey, 1989) Official version. Dal film Cimitero vivente di Mary Lambert.

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Non solo cinema. O meglio, molto cinema, certo, ma anche Hit del cinema. Sì,  Continua a leggere

Recensione: PRIGIONIERA DI UN INCUBO (HEAVEN’S POND) di Joel Viertel (USA, Devil’s pond, 2003).

Niente idillio tra Tara Reid e Kip Pardue.

Julianne sembra aver incontrato la felicità nel matrimonio con Mitch, un bel ragazzo che sembra genuinamente interessato al suo benessere. La destinazione della luna di miele è una piccola isola al centro di un lago, dove i due sono completamente isolati dal resto del mondo. Dopo un inizio idilliaco basato su amore, sesso e natura, lontano dalla madre opprimente di lei, succede che…

prigioniera_di_un_incuboEsordio del regista, Heaven’s Pond è un thriller usuale ma di discreta fattura. Diciamo che per Viertel, che poi avrebbe vinto il John Cassavetes Award e avrebbe avuto più successo con Strictly Sexual, questo film era un test, una palestra per esercitarsi prima di cimentarsi in opere più ambiziose. Una cosa bisogna ammettere: Continua a leggere

Recensione: CLARA E IL SEGRETO DEGLI ORSI di Tobias Ineichen (Svizzera, Clara und das Geheimnis der Bären, 2013).

Fiabetta un po’ inutile, salvata (in parte) dall’occhio filmico del regista.

La tredicenne Clara vive con la madre Nina e il patrigno Jon in una fattoria tra le montagne delle Alpi svizzere. Amante della natura, Clara riesce a sentire e vedere cose che gli altri non percepiscono e, dato che nessuno vuole avere a che fare con la sua famiglia, a scuola non ha amici, ad eccezione di Thomas, appena trasferitosi nella sua zona. Quando un giorno scopre un piccolo orso nel pascolo, Clara si ritrova alle prese con un mistero che, portandola indietro nel tempo fino a 200 anni prima e a una ragazzina di nome Susanna, cercherà di risolvere con l’aiuto di Thomas.

claraeilsegretodegliorsiProdotto in Svizzera e arrivato nelle sale delle regioni italiane del Paese, il film di Tobias Ineichen ha vinto il premio Anec al Giffoni Film Festival. Chiaramente stiamo parlando di un film per bambini, scritto e concepito per un target specifico di pubblico. Si tratta di un buon film? Continua a leggere

Recensione: BLOOD AND CHOCOLATE (La caccia al licantropo è aperta) di Katja von Garnier (GB., Germ., Romania, USA, Blood & Chocolate, 2007)

Prima di Twilight…

A Bucarest, in Romania, la orfana Vivian è stata cresciuta dalla zia dopo aver perso i parenti dieci anni prima nelle Rocky Mountains. La sua famiglia appartiene a un’antica stirpe di lupi mannari e Vivian è promessa al capo del branco, Gabriel. Quando però il fumettista americano Aiden, che sta svolgendo una ricerca sui lupi mannari per conto della rivista per cui lavora, incontra Vivian se ne innamora subito, corrisposta da lei. Ma Gabriel, informato dal cugino Rafe, non è affatto contento della cosa e impone a Vivian di scegliere tra la famiglia e il suo amore per Aiden.

img_291421_lrgPoco prima di Twilight, la Lakeshore e la MGM avevano tentato una carta giovanilistica horror. Anche qui c’è un romanzo di mezzo, l’omonimo libro di Annete Curtis Klause, pubblicato nel 1997, in cui amore e orrore vanno a braccetto. Assoldato nientepopòdimenoche Ehren Kruger all’adattamento, la regia veniva affidata alla tedesca Katja von Granier, e l’ambientazione del romanzo trasferita in Romania. Continua a leggere

No Review: UP WHERE WE BELONG (La cineHit della settimana).

Up where we belong di Joe Cocker & Jennifer Warnes (Jack Nitzsche, Buffy Sainte-Marie, Will Jennings, 1983) Live version. Dal film Ufficiale e gentiluomo di Taylor Hackford.

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Non solo cinema. O meglio, molto cinema, certo, ma anche Hit del cinema. Sì,  Continua a leggere

Recensione: JUNEBUG di Phil Morrison (USA, idem,2005).

Un dramma da vedere, per quanto non ci abbia del tutto convinto.

Madeleine è la proprietaria di una galleria d’arte a Chicago, e la vita vuole che si innamori di un suo corteggiatore più giovane di lei, George… Dopo poco i due decidono di sposarsi, ma lei prima di quel giorno organizza un viaggio nella regione natale di George, perché deve incontrare un pittore recluso nella propria casa che dipinge quadri incomprensibili. George non vorrebbe partire…ma alla fine accetta di presentarle la sua famiglia, cattolica e di mentalità chiusa…

JunebugUn film disorientante, certamente personale, che un po’ lascia interdetti. Sia chiaro: Junebug in patria è un tiny cult, ha vinto vari premi ad altrettanti festival e le recensioni sono in genere molto positive. Scrive bene Andrea Visentini quando dice che Junebug è un film indipendente nel midollo: nelle tematiche, perché ancora una volta ci si confronta con la famiglia e la provincia americana, le sue solitudini e frustrazioni ma anche la sua poesia fatta di piccoli momenti, di un’infinita semplicità (…)  Continua a leggere

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